Uno strappo secco, la tapparella che scende di colpo e la cinghia che penzola inerte dall’avvolgitore. È uno dei piccoli guasti domestici più comuni, e di solito si presenta nel momento meno opportuno: la sera, quando si vuole abbassare tutto, o la mattina, quando la stanza resta al buio. La prima domanda che viene in mente è quasi sempre la stessa: la cinghia della tapparella si può cambiare da soli, oppure serve un professionista?
Come funziona una tapparella manuale?
Il meccanismo è semplice e geniale. Dentro il cassonetto, sopra la finestra, c’è un rullo su cui si avvolge il telo di stecche. Al rullo è fissata una puleggia, sulla quale si avvolge la cinghia. Tirando la cinghia, la puleggia gira e il telo sale; rilasciandola, il peso delle stecche fa scendere la tapparella. In basso, nel muro, c’è l’avvolgitore: una scatola con una molla che recupera la cinghia e la tiene in tensione.
Perché la cinghia si rompe?
Quasi sempre per usura. Una cinghia lavora ogni giorno, sfrega contro il passacinghia e subisce sole, umidità e sbalzi di temperatura. Con gli anni il tessuto si sfilaccia, si indurisce e alla fine cede. Altre cause frequenti sono una molla dell’avvolgitore che si scarica, una tapparella diventata più pesante da sollevare per guide sporche o stecche deformate, oppure l’abitudine di tirare con strattoni invece che con un movimento continuo.
Si può sostituire da soli?
In molti casi sì, se si ha un minimo di manualità e il cassonetto è ispezionabile dall’interno. Il procedimento, a grandi linee, è questo:
- abbassare del tutto la tapparella, così il rullo è scarico;
- aprire il coperchio del cassonetto e sganciare la vecchia cinghia dalla puleggia;
- smontare la placca dell’avvolgitore, tenendo ben ferma la molla;
- fissare la cinghia nuova alla puleggia, avvolgendola per qualche giro;
- agganciarla all’avvolgitore dandogli la giusta precarica, quindi provare il movimento.
Un consiglio pratico: portare con sé un pezzo della vecchia cinghia quando si compra quella nuova. Le larghezze non sono tutte uguali, e una cinghia troppo stretta o troppo larga scorre male.
Quali attrezzi servono?
Niente di particolare: un cacciavite, un paio di pinze, una scaletta stabile e, ovviamente, la cinghia di ricambio, che si trova in qualsiasi ferramenta. Se anche l’avvolgitore è vecchio o la molla non tiene più la tensione, conviene sostituire cinghia e avvolgitore insieme: la differenza di spesa è minima e si evita di riaprire tutto dopo pochi mesi.
Quando è meglio chiamare un tapparellista?
Il fai da te ha dei limiti, ed è bene conoscerli. Conviene rivolgersi a un esperto quando:
- il cassonetto è esterno o si trova ai piani alti;
- la tapparella è molto pesante, come quelle in acciaio o in legno;
- la cinghia si è rotta per colpa di un rullo o di una puleggia danneggiati;
- il telo è uscito dalle guide o ha stecche rotte;
- si tratta di una tapparella elettrica, dove il problema è quasi sempre altrove.
Come si trova un tapparellista in zona?
Il passaparola funziona ancora, ma oggi esistono anche strumenti più rapidi. Tapparellista24 funziona come una mappa: si sceglie il tipo di guasto, si condivide la posizione dal telefono e compaiono le ditte della zona ordinate per distanza, con orari e servizi. Poi si chiama direttamente chi farà il lavoro, senza moduli da compilare. Le ditte sono indipendenti: prezzo, appuntamento e fattura si concordano con loro.
Quali errori evitare?
- Lasciare la tapparella alzata mentre si lavora sul rullo: il peso può sbilanciarlo all’improvviso.
- Liberare di colpo la molla dell’avvolgitore, che può scattare e ferire le mani.
- Annodare la cinghia rotta come soluzione definitiva: il nodo non passa nel passacinghia e si riapre.
- Ignorare la causa: se la tapparella fatica a salire, una cinghia nuova si consumerà presto.
Come far durare di più la cinghia?
Bastano poche abitudini: tirare con un movimento fluido, senza strappi; non lasciare la tapparella a metà corsa per lunghi periodi; pulire di tanto in tanto le guide laterali da polvere e foglie. E quando la cinghia comincia a sfilacciarsi, meglio sostituirla subito, prima che ceda. Un piccolo lavoro fatto per tempo, del resto, è il modo migliore per non ritrovarsi con la stanza al buio proprio la sera prima di un impegno importante.